CRITERI
DI SCELTA, ELABORAZIONE E REDAZIONE TESINE
Qui di seguito sono riportati alcuni suggerimenti , anche grafici e stilistici, per la scelta e la redazione dell’elaborato scritto per la prova finale, sulla base del testo “Come si fa una tesi di laurea” di Umberto Eco, edito da Bompiani, di cui si consiglia la lettura.
La scelta dell’argomento.
L’ argomento va scelto all’interno delle tematiche generali della materia, tra quelli di maggiore interesse ed attualità. Si lascerà, comunque libero spazio alla creatività, alle inclinazioni e alla preparazione del candidato.
Le tesi possono essere : panoramiche , che affrontano problematiche vaste , di inquadramento, perciò vanno affrontate con molta prudenza;
monografiche, che trattano cioè uno specifico argomento, più circostanziate;
teoriche, che trattano l’argomento in modo astratto, in modo già affrontato dai teorici, di cui sostanzialmente si riportano le riflessioni;
sperimentali, che trattano un problema mai affrontato o secondo un approccio teorico nuovo, e necessitano di strumenti di analisi induttivi ed anche conoscenze di tipo statistico.
Bisogna fare una tesi che si è in grado di fare.
Quattro sono le regole da seguire per la scelta dell’argomento:
1) che l’argomento risponda agli interessi del candidato,
2) che le fonti a cui ricorrere siano reperibili;
3) che le fonti a cui ricorrere siano alla portata culturale del candidato,
4) che la metodologia da seguire nella ricerca sia alla portata dell’esperienza del candidato.
La ricerca del materiale.
Il materiale necessario per elaborare una tesi è reperibile attraverso le fonti che possono essere libri, riviste, documenti vari(articoli di giornale, trascrizione di interviste, leggi, decreti, ecc.), siti, immagini, dati statistici, fotografie, documentazioni audiovisive.
Per la ricerca e la reperibilità delle fonti è molto importante definire subito l’oggetto della tesi.
La ricerca bibliografica.
Se si ha già una bibliografia sicura , si va al catalogo degli autori e si vede cosa la biblioteca in questione ci possa fornire. Spesso si parte da un libro che si conosce, su cui si è studiato l’esame.
La maggior parte delle volte si va in biblioteca per farsi una bibliografia, ossia per cercare qualcosa di cui non si conosce l’esistenza. Lo strumento , allora, è il catalogo per soggetti: è qui che bisogna cercare l’oggetto della nostra ricerca, partendo da parole o concetti precisi e/o più generali, per poi arrivare a centrare e restringere l’ambito della ricerca.
E’ bene predisporre un elenco dei libri che vi sembrano utili, e solo in un secondo momento cominciare a consultarli, partendo dall’indice che vi presenta il piano dell’opera.
Quindi comincerete ad appuntarvi o fotocopiarvi le pagine che vi sembrano utili e che potrete rileggere con calma: vi serviranno anche per le note a piè pagina e la redazione della bibliografia finale.
Alcune regole per la citazione bibliografica: abbiamo sottolineato ciò che va sottolineato e messo tra virgolette ciò che va messo tra virgolette, parentesi dove va la parentesi, corsivo quello che va in corsivo, ecc..
Ciò che è segnato con asterisco è un’indicazione essenziale che non va mai omessa. Le altre sono facoltative e dipendono dal tipo di tesi.
LIBRI
* 1. Cognome, nome dell’autore (o degli autori, o del curatore),
* 2. Titolo e sottotitolo dell’opera,
3. (“Collana”),
4. numero dell’edizione(se ne sono molte),
* 5. Luogo di edizione: se nel libro non c’è scrivere: s.l.(senza luogo),
* 6. Editore: se nel libro non c’è, ometterlo,
* 7. Data di edizione: se nel libro non c’è scrivere: s.d.(senza data),
8. Dati eventuali sull’edizione più recente a cui ci si è rifatti,
9. Numero dei volumi di cui l’opera si compone,
10. (traduzione: se il titolo era in lingua straniera ed esiste una tradizione italiana si specifica nome del traduttore, titolo italiano, luogo di edizione, data di edizione, eventualmente numero di pagine).
Es. CALIGIURI M., Le lobbies: queste “conosciute”, Rubbettino, Soneria Mannelli 2001.
Es. PARATORE E., Studi dannunziani, in “Collana di critica letteraria e di saggistica”, Napoli, Morano, 1966.
ARTICOLI DI RIVISTE
* 1. Cognome e nome dell’autore
* 2. “Titolo dell’articolo o capitolo”,
* 3. Titolo della rivista,
* 4. Volume e numero del fascicolo,
5. mese e anno,
6. pagine in cui appare l’articolo.
CAPITOLI DI LIBRI, ATTI DI CONGRESSI, SAGGI IN OPERE COLLETTIVE
* 1. Cognome e nome dell’autore,
* 2. “Titolo del capitolo o del saggio”,
* 3. in
* 4. Eventuale nome del curatore dell’opera collettiva oppure AAVV,
* 5. Titolo dell’opera collettiva
* 6. Eventuale numero del volume dell’opera in cui si trova il saggio citato,
* 8. Luogo, Editore, data.
Nel caso in cui gli autori siano più di uno, tra i nomi si mette il trattino e non la virgola; nel caso in cui gli autori sono vari, si usa la dicitura AAVV.
La tesi si compone di varie parti:
FRONTESPIZIO: nel frontespizio vanno inseriti in alto al centro carattere 16 L’Università, la facoltà, il corso di laurea, al centro del foglio in grassetto il titolo della tesi, in basso a sinistra il relatore, a destra il candidato. Modello da scaricare.
INTRODUZIONE: in essa vanno inseriti, nell’ordine, l’idea della tesi, il materiale utilizzato, il risultato a cui si vuol arrivare. E’ il commento analitico dell’indice, in cui raccontare al relatore che cosa si vuole fare. Fin dall’introduzione vanno inserite le note a piè pagina.
INDICE: rappresenta la struttura logica della tesi. Deve essere articolato in capitoli, paragrafi e sottoparagrafi. Sia i capitoli che i paragrafi devono avere un titolo. Il numero dei capitoli, dei paragrafi e degli eventuali sottoparagrafi dipende dalla complessità e dall’approfondimento dell’argomento.
CONCLUSIONI: sono sostanzialmente una sintesi ragionata del lavoro, in cui il candidato avrà modo di raffrontare i risultati con l’obiettivo prefissato.
APPENDICE: in essa vanno inseriti le interviste, i questionari e tutti gli strumenti di analisi utilizzati.
BIBLIOGRAFIA: è l’elenco completo del materiale utilizzato, ordinato alfabeticamente, secondo le indicazione sopra riportate.
SITOGRAFIA: è l’elenco completo dei siti visitati ed utilizzati.
Come si comincia l’elaborazione?
Proponetevi un piano di lavoro che assumerà la forma di un indice provvisorio o indice ipotesi.
La scelta dipende dal tipo di tesi.
Lo sviluppo logico procede dal problema centrale, ai sottoproblemi principale, secondario, fino alle relative diramazioni.(va inserito lo schema 126).
Nel corso del lavoro, man mano che si esamina il materiale bibliografico e quant’altro reperito, l’indice potrà subire variazioni.
La redazione della tesi.
L’elaborato va scritto usando un programma di videoscrittura (di solito Word), su una sola facciata del foglio.
Scrivete in modo chiaro, non fate periodi lunghi; andate sovente a capo, non intestarditevi a cominciare col primo capitolo; non usate puntini di sospensione, punti esclamativi: i puntini di sospensione si usano solo nel corpo di una citazione per segnare i brani che sono stati omessi, e al massimo alla fine di un periodo per indicare che un elenco non è terminato.
Definite sempre un termine quando lo introducete per la prima volta, se non lo sapete definire non lo utilizzate. Non usare mai l’articolo davanti al nome proprio.
In genere è bene curare l’uniformità del testo in tutti i suoi aspetti (dall’uso delle maiuscole ai rimandi di pagina, alle citazioni ecc.)scelto un criterio, questo dovrà essere seguito per tutto il testo.
Lunghezza: le tesi del N.O. non superano in genere le 60/80 pagg.; le note vanno inserite a piè pagina seguendo una numerazione progressiva dall’introduzione alle conclusioni. I fogli, nel comune formato A4, devono essere numerati progressivamente con numeri arabi.
Rientri e spaziatura: interlinea 1,5; margini : superiore 3 cm, sinistro 4cm, rilegatura: 0, inferiore: 3cm, destro: 3,5, posizione rilegatura: sinistra; carattere: preferibilmente Times o Arial o Garamont, le sue dimensioni: 16 per il titolo, 12 per il testo dell’elaborato, 14 per i titolo dei capitoli.
Rimandi: per i riferimenti interni al proprio testo, anche nelle note a piè pagina, si usano:
Abbreviazioni: qui di seguito uno specchio delle abbreviazioni più ricorrenti
| A. | autore |
| AA. | autori |
| Aa. Vv. | autori vari |
| a. c. di | a cura di |
| art. | articolo |
| artt. | articoli |
| c.s. | come sopra |
| cap. | capitolo |
| capp. | capitoli |
| cfr. | confronta |
| ecc. | eccetera |
| ed. | editor "curatore" |
| eds. | editors "curatori" |
| fig. | figura |
| figg. | figure |
| ms. | manoscritto |
| mss. | manoscritti |
| n. | nuomero o nota |
| nn. | numero o note |
| op. cit. | opera citata |
| p. (o pag.) | pagina |
| pp. (o pagg) | pagine |
| par. (o §) | paragrafo |
| parr. (o §§) | paragrafi |
| s. | seguente |
| s.d. | senza data |
| s.n.t. | senza data e senza editore |
| ss. | seguenti |
| tab. | tabella |
| tabb. | tabelle |
| tav. | tavola |
| tavv. | tavole |
| trad. | traduzione |
| v. | vedi |
| vol. | volume |
| voll. | volumi |
Le note a piè pagina
Le note servono:
Le note devono seguire le indicazioni sopra riportate, relative ai rimandi e alla citazione bibliografica, in particolare va ricordato: nome dell’autore puntato cognome ( in caso di più autori usare il trattino tra l’uno e l’altro, non la virgola), titolo dell’opera, luogo e data di edizione (no virgola tra luogo e data), idem se nella nota precedente si è indicato lo stesso libro, ibidem se si è indicata la stessa pagina.