Parliamo tanto di Intelligence - Letteratura e Intelligence
 



Lezioni Nettuno

 


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Difficoltà nella definizione
 

Sia nel cinema che nella letteratura,
lo spionaggio e l’intelligence sostanzialmente si identificano.

Giovanni Lanfranco
Il primo esempio di spionaggio nella storia viene addirittura riportato dalla Bibbia, il libro dei libri.
Infatti, nel tredicesimo libro dei numeri, Mosè “manda uomini a esplorare il paese di Canaan”, episodio riprodotto nel XVII secolo da Giovanni Lanfranco nel quadro “Mosè e gli esploratori di ritorno da Canaan”, attualmente collocato nel Paul Getty Museum di Los Angeles.

Eneide

Sinone
Nell’Eneide c’è la figura di Sinone, il greco che, attraverso l’inganno, convince i troiani a fare entrare il cavallo nelle mura della città. Dante lo colloca all’inferno nel girone dei “falsatori di parole”.
 

Tra i Solari c’è un “officiale” chiamato “ Mastro Spia”che deve per il bene della comunità dirigere una rete di “spie che avvisano alla repubblica ogni cosa”

 

 


Tommaso Campanella

Tommaso Campanella, scrive nelle galere del Sant’Uffizio, uno dei libri che rappresenta una delle più grandi utopie dell’umanità, “La città del sole”, in cui, tra i Solari, c’è un “officiale” chiamato “Mastro Spia” che, per il bene della comunità, deve dirigere una rete di “spie che avvisano alla repubblica ogni cosa”.

note biografiche

 


Daniel Defoe

 

Anche Daniel Defoe, l’inventore di Robinson Crusoé, era una spia del partito dei “Whigs” infiltrata nei “Tories”.
 

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Giacomo Casanova



note biografiche

Dedito al “grande gioco” era anche l’amatore per eccellenza, Giacomo Casanova, che nel Settecento era al servizio del Tribunale egli inquisitori della Serenissima.

 


The Spy: A tale of the Neutral Ground

Nel 1821 viene pubblicato “The Spy”. A scriverlo è John Fenimore Cooper, celeberrimo autore dell’ultimo dei Mohicani”.
E proprio con “The Spy” viene inaugurato negli Stati Uniti il genere del romanzo, in analogia con quanto avviene in Italia con i “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni.

“Mentre la nostra letteratura popolare comincia
con il provvidenzialismo manzoniano,
la letteratura popolare americana comincia
con la glorificazione della spia”


“Sia la spy story (con Fenimore Cooper), sia
la detective story (con Edgar Allan Poe), sia la descrizione del Male come nemico onnipresente, nascosto e trionfante nella quotidianità della vita (con Nathaniel Hawthorne) nascono in America, e sono caratterizzati da un’attenzione spasmodica per i temi dell’inganno, della colpa, dell’indagine”

Francesco Sidoti, Morale e metodo nell’ Intelligence,
Cacucci, Bari 2000, pag. 92


Edgar Allan Poe

Ma il primo vero romanzo di spionaggio è considerato “la lettera rubata di” Edgar Allan Poe.
Sostiene ancora Sidoti: “Sia la spy story
(con Fenimore Cooper), sia la detective story (con Edgar Allan Poe), sia la descrizione del Male come nemico onnipresente, nascosto e trionfante nella quotidianità della vita (con Nathaniel Hawthorne) nascono in America, e sono caratterizzati da un’attenzione spasmodica per i temi dell’inganno, della colpa, dell’indagine”.

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Rudyard Kipling

Anche Rudyard Kipling era una spia inglese in India.
 

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Joseph Conrad

Nel 1907 Joseph Conrad scrive “L’agente segreto”.

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Edgar Fallace

Nello stesso periodo, appena due anni dopo, anche il grande giallista Edgar Fallace si cimenta nel genere e scrive “Per la spia e per il re”, una serie di racconti che anticipano i temi di Grahaam Greene e John Le Carrè.

Il grande giallista anticipa i temi di
G. Green e J. Le Carrè
1917


John Buchan

 

I trentanove scalini
1915
da cui A. Hitchock trarrà “ Il Club dei trentanove”
1935

Nel 1915 Buchan entra nel servizio segreto inglese
dove ricoprì ruoli molto importanti

note biografiche



Tra le due guerre, troviamo eccellenti scrittori che si occupano dello spionaggio.


Somerset Maugham

Nel 1928, Soerset Maugham da alle stampe una leggendaria figura di spia “Ashenden l’inglese”.

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1928


Eric Ambler

Dieci anni dopo, Eric Ambler scrive “Epitaffio per una spia”.
Ma è con la fine della seconda guerra mondiale che esplode lo spionaggio.

note biografiche

Topkapi 1962. Da cui il regista Jules Dassin trasse l’omonimo film (1964)


1938

Negli ultimi tempi i critici letterari di qua e di là dell’Atlantico hanno tentato di spiegare l’improvvisa straordinaria e (implicitamente) assurda popolarità del romanzo di spionaggio. E sembrano concordi nel concludere che questa popolarità nasce da un bisogno del pubblico di scaricare le tensione accumulate nella Guerra Fredda

Eric Ambler, Prefazione per l’edizione del 1966 ad
Epitaffio per una spia


Jacques Barzun


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Dello stesso anno di queste riflessioni (1966), il rettore della Columbia University, Jacques Barzun, nella rivista “The American Scholar”, sostiene:

L’anima della spia è in qualche modo il modello della nostra; le sue azioni e le sue caratteristiche soddisfano i nostri desideri repressi. Il romanzo è sovvertitore per vocazione:il romanziere è una spia in territorio nemico. Non c’è dunque da stupirsi se la sua parabola finale è il racconto con dentro una spia dichiarante e certificata, che come il picaro originario vede la società dal basso, e con rancore
 


Lawrence D'Arabia

Dopo la 2 guerra mondiale, il colonialismo entra in crisi. Lawrence d’Arabia è inglese, appartiene al Secret Service di Sua Maestà, ma diventa il paladino dell’indipendenza dei popoli arabi.
Nella sua biografia, I sette pilastri della saggezza, scrive: 
"Tutti gli uomini sognano, ma non allo stesso modo. Coloro che sognano di notte nei ripostigli polverosi della loro mente, scoprono, al risveglio, la vanità di quelle immagini; ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi, perché può darsi che recitino il loro sogno ad occhi aperti, per attuarlo. Fu ciò che io feci. Intendevo creare una Nazione nuova, ristabilire un'influenza decaduta, dare a venti milioni di Semiti la base sulla quale costruire un ispirato palazzo di sogni per il loro pensiero nazionale... Ma, quando vincemmo, fui accusato di aver messo in pericolo i profitti inglesi sui petroli della Mesopotamia, e d'aver rovinato la politica coloniale francese nel Levante."

Superuomo o pedina?

Per Lawrence “la storia non la determina la spia,
ma le convenienze dei potenti”.
Analisi che sarà approfondita successivamente
da John Le Carrè e Graham Greene


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